{"id":186,"date":"2017-08-22T14:32:23","date_gmt":"2017-08-22T14:32:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopsicologia.org\/index_.php\/?p=186"},"modified":"2018-12-10T19:19:56","modified_gmt":"2018-12-10T19:19:56","slug":"diverso-ma-da-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/diverso-ma-da-chi\/","title":{"rendered":"Diverso&#8230;ma da chi?"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>&#8220;Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze&#8221;.\u00a0<span style=\"color: #3366ff;\">Paul Val\u00e9ry<\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Utilizziamo le parole bianco, nero o giallo quando vogliamo differenziare le persone per il colore della pelle e per la loro appartenenza geografica;<\/p>\n<p>alto, basso, magro, grasso per distinguere le persone dal punto di vista fisico;<\/p>\n<p>eterosessuale o omosessuale per le diverse preferenze sessuali;<\/p>\n<p>cattolico, musulmano, ebreo, ateo\u2026 per le differenze religiose.<\/p>\n<p>Molto spesso il parametro che utilizziamo per valutare l&#8217;altro \u00e8 in rapporto alle somiglianze, rifiutando le differenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333399;\"><strong>La diversit\u00e0 rappresenta l&#8217;estraneit\u00e0, ci\u00f2 che per noi \u00e8 sconosciuto e ignoto.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In quali diversi modi possiamo reagire all&#8217;estraneit\u00e0?<\/p>\n<p>Molto spesso utilizziamo degli\u00a0<strong>schemi<\/strong>\u2026..che trasformano i rapporti in una relazione &#8220;rassicurante&#8221; perch\u00e9 conosciuta.\u00a0<strong>Gli schemi sono &#8220;le lenti&#8221; che mettiamo per vedere le persone e le situazioni nel modo a noi pi\u00f9 noto.<\/strong><\/p>\n<p>E allora:<\/p>\n<p>L\u2019altro, pu\u00f2 diventare un\u00a0<strong>NEMICO<\/strong>\u00a0<strong>quando lo temo e lo percepisco come minaccioso<\/strong>. Pensiamo per esempio alla persona\u00a0<strong>\u201cdiffidente\u201d, che si pone subito in modo critico<\/strong>. Pensate ai giovani, all\u2019interno di un gruppo, che\u00a0<strong>\u201cprendono in giro\u201d\u00a0<\/strong>un compagno che ha qualcosa di diverso dagli altri e non si vuole omologare.<\/p>\n<p>In alternativa al nemico, l\u2019altro pu\u00f2 diventare un\u00a0<strong>AMICO<\/strong>\u00a0<strong>quando voglio che mi rassicuri e per questo lo idealizzo<\/strong>\u00a0pensando che sia buono e non pericoloso. Per esempio pensiamo alla persona che pur non conoscendoci vuole essere immediatamente nostra amica ed esordisce dicendoci: \u201cMa che grande piacere conoscerti!\u201d Anche se la incontriamo per la prima volta e non sa ancora niente di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #333399;\">Attraverso queste emozioni cerchiamo un controllo di una situazione che ci disorienta. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #333399;\">La diversit\u00e0 ci fa paura perch\u00e9 non corrisponde ai nostri schemi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Utilizzando schemi personali non possiamo conoscere la persona come veramente \u00e8 con il rischio di mettere una barriera che ci difende e ci protegge. Le distante generano <strong>pregiudizi, cio\u00e8 un giudizio anticipato che non riflette il reale. <\/strong>Le distanze generano anche <strong>stereotipi, cio\u00e8 opinioni precostituite.<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Il potere dello stereotipo consiste dunque nel trasformare meccanicamente l&#8217;ignoto nel noto, il nuovo nelle categorie del vecchio, evitando cos\u00ec l&#8217;ansia del giudizio ponderato e del cambiamento (&#8230;). Lo stereotipo non solo valuta e orienta l&#8217;azione, ma fornisce immagini che alimentano il pregiudizio&#8221; (G. Savarese, A. Iannaccone &#8211; Educare alla diversit\u00e0)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Ma allora come ci possiamo comportare di fronte all\u2019estraneo per non cadere nella trappola dell\u2019omologazione?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019altro, l\u2019estraneo, quello che \u00e8 DIVERSO DA ME, \u00e8 colui\u00a0<strong>a cui mi posso avvicinare con curiosit\u00e0 per apprendere, imparare, crescere e scoprire qualcosa da condividere e cos\u00ec scoprire qualcosa di nuovo!\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Diventa necessario, per prevenire atteggiamenti dannosi nei confronti degli altri, <strong>educare i bambini in et\u00e0 scolare ad apprezzare la diversit\u00e0 vivendola come opportunit\u00e0 di ampliare le proprie conoscenze ed esperienze.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per un approfondimento della teoria di riferimento:<\/p>\n<p>&#8211; Renzo Carli, &#8220;Culture Giovanili&#8221;, Edizioni Franco Angeli, 2001<\/p>\n<p>&#8211; G. Savarese, A. Iannaccone, &#8220;Educare alla diversit\u00e0&#8221;, Franco Angeli 2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze&#8221;.\u00a0Paul Val\u00e9ry Utilizziamo le parole bianco, nero o giallo quando vogliamo differenziare le persone per il colore della pelle e per la loro appartenenza geografica; alto, basso, magro, grasso per distinguere le persone dal punto di vista fisico; eterosessuale o omosessuale per le diverse preferenze sessuali; cattolico, musulmano, ebreo, ateo\u2026 per&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1372,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[60,62,61,87],"class_list":["post-186","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-relazioni-in-famigliabenessere","tag-diversita","tag-estraneita","tag-pregiudizio","tag-stereotipo","category-4","description-off"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=186"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1373,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186\/revisions\/1373"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=186"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=186"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopsicologia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=186"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}