Dal Rapporto dell’Ufficio Regionale Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità emerge che in Europa il livello di salute della popolazione sta complessivamente migliorando, ma persistono ancora notevoli disuguaglianze tra le diverse nazioni.
Tra i maggiori fattori di rischio per la salute vi sono il fumo e il consumo di alcool. Si stima che il tabagismo sia diffuso in più di un quarto della popolazione al di sotto dei 15 anni, quindi con una prospettiva di mantenimento della dipendenza dalla nicotina anche in età adulta e con forti ripercussioni sullo stato di salute. Anche l’alcool rappresenta un’emergenza: si stima che esso sia responsabile del 6,5 per cento di tutte le morti.
L’OMS ha fissato sei traguardi da raggiungere entro il 2020: ridurre la mortalità prematura, aumentare la speranza di vita, ridurre le disuguaglianze nello stato di salute, aumentare il benessere della popolazione, fornire una copertura sanitaria universale, stabilire obiettivi nazionali da parte degli stati membri.
Parliamo, allora, di Promozione della salute e del benessere attraverso il progetto “Piedibus” con la dott.ssa Erminia Battista U.O.C. – Dirigente medico presso l’Unità Operativa Complessa di Igiene e Sanità Pubblica – Dipartimento di Prevenzione – UslUmbria2 – Perugia, referente del Programma “Costruiamo insieme la Città che Promuove la Salute”*. Il progetto Piedibus che ha la finalità di prevenire le malattie croniche non trasmissibili (MCNT).
In base alla sua esperienza, ci fornisce una definizione di Salute e Benessere?
Negli ultimi anni il concetto di salute ha subito una profonda evoluzione passando da “assenza di malattia” a quello di uno “una condizione di armonico equilibrio, fisico e psichico, dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale”. (A. Seppilli, 1966).
Il programma aziendale che sto cercando di attuare sul territorio fa riferimento alla dichiarazione di Ottawa (1986): “La salute è creata e vissuta dalle persone all’interno degli ambienti organizzativi della vita quotidiana: dove si studia, si lavora, si gioca e si ama. La salute è creata prendendosi cura di se stessi e degli altri, essendo capaci di prendere decisioni e di avere il controllo sulle diverse circostanze della vita…” (Carta Ottawa, 1986).
Ritengo che, per essere in salute, o meglio, per “stare bene”, occorre “ben essere”, cioè essere rispettosi di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Salute e Ben Essere vengono ad essere quindi interdipendenti.
Come è nato il progetto PiediBus?
Il progetto è parte integrante del programma “Costruiamo insieme la Città che Promuove Salute” elaborato in risposta al DPCM “Guadagnare Salute” e successive integrazioni, che si articola in più linee di azione finalizzate a:
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Attivare un sistema di trasporto urbano ambientalmente sostenibile
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Promuovere l’attività fisica nelle città
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Promuovere una corretta e sana alimentazione
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Rendere le Scuole promotrici di salute
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Rendere la città sana e sicura grazie ad assetti urbani che prevengano incidenti e violenze e che promuovano relazioni positive tra le persone.
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Prevenire l’iniziazione e contrastare l’abitudine al fumo, contrastare l’uso rischioso dell’alcol.
Il piano operativo dei singoli progetti si diversifica nei vari territori della USL in funzione delle risorse locali (soggetti coinvolti, strategie attuate, tempistica, ecc).
Le varie azioni messe in campo partono da due “assunzioni” fondamentali che segnano due cambiamenti di paradigmi:
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dalla patogenesi alla salutogenesi
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dal fare progetti “per” … al fare progetti “con”, ovvero progettazione “partecipata”
La medicina occidentale ha, da tempo, come paradigma dominante la “patogenesi”, ovvero l’indagine delle cause delle malattie e di come esse possano essere curate ed evitate con adeguate strategie di prevenzione. Oggi, a mio avviso, è necessario cambiare paradigma e iniziare l’approccio alla “salutogenesi”, ovvero alla ricerca delle cause, o meglio, delle fonti della salute e alle strategie per potenziare le risorse generali di resistenza degli individui, così come suggeriva Antonovski, padre della Salutogenesi.
Il cammino è una fonte di salute, e, nel programma della USL Umbria1, viene considerato uno strumento di empowerment, individuale e di comunità, cioè come una vera e propria strategia di Promozione della Salute.
L’adozione del cammino per gli spostamenti in città da parte di larghe fasce di popolazione, comporterebbe molti vantaggi per la salute: riduzione del traffico, dell’inquinamento ambientale e del rischio di incidenti stradali. Inoltre, il muoversi a piedi in città, migliora la vivibilità dei quartieri, dà maggiore sicurezza delle strade e maggiori opportunità di aggregazione. Tra le varie forme di attività fisica, il cammino è quella alla portata di tutti, e permette di garantire l’equità. Per le ragioni sopracitate, il cammino viene proposto in vari progetti intersettoriali con modalità e obiettivi diversificati in base alle fasce di età:
–“PiediBus, per una Mobilità Sostenibile, pro-muovere nonni e nipoti”, rivolto ai bambini in età scolare, come percorso casa-scuola, già avviato in vari comuni del territorio;
– “Piedibus della Salute e del Ben Essere” rivolto a tutte le fasce di età. Consiste in una camminata in città, arricchita da informazioni storico-artistiche e letture e musiche durante le soste, e mira a promuovere la socializzazione, la conoscenza del territorio, a migliorare la qualità delle relazioni tra le persone, nonché a sviluppare il senso di appartenenza con il tessuto urbano, recuperando il rapporto emotivo tra Cittadino e Città.
– “Gruppi di cammino guidato”, rivolto alla popolazione adulta anziana, per promuovere l’attività fisica quotidiana e la socializzazione, ridurre l’isolamento, prevenire la depressione. Il cammino è preceduto e seguito da esercizi di forza e di equilibrio, finalizzati a prevenire le cadute e quindi a ridurre il rischio di danni da traumi domestici e stradali (anziano piu’ abile, piu’ stabile, meno investibile!.
Quali obiettivi si pone il progetto “PiediBus, per una Mobilità Sostenibile, pro-muovere nonni e nipoti”?
L’obiettivo principale è aumentare il numero di coloro che si spostano a piedi, in particolare dei bambini, nel tragitto casa-scuola e degli adulti nel tragitto casa-lavoro e nel tempo libero, per contrastare l’obesità;
altro obiettivo è ridurre l’afflusso delle macchine nei pressi delle scuole, e, in generale, nelle aree urbane, al fine di contrastare l’inquinamento ambientale ed acustico ed il rischio di danni da traumi stradali;
non meno importante è promuovere l’autonomia dei bambini e processi di socializzazione tra coetanei e tra generazioni (bambini/adulti/anziani) per migliorare le relazioni sociali e ridurre l’isolamento.
Una ricerca sulla qualità dell’aria nelle scuole, promossa dal Ministero dell’Ambiente, fa rilevare che i valori di PM10 sono sempre superiori all’interno delle aule per l’accumulo delle polveri sottili esterne, derivanti per lo più dal traffico.
L’inquinamento acustico influenza i processi di apprendimento. Nei bambini esposti cronicamente al rumore si hanno difficoltà nell’apprendimento delle abilità di lettura, nell’attenzione, nella capacità di risolvere i problemi.
Fermare le auto a 1.000-1.500 m. di distanza dalla scuola, dove, in genere viene individuato il“capolinea”del “Piedibus”, potrebbe ridurre l’impatto degli inquinanti ambientali ed acustici sugli edifici scolastici e quindi sui bambini.
Promuovere l’andare a piedi vuol dire “ripopolare” le strade e può essere un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e meno pericolosa. E’ necessario promuovere uno stile di vita attivo in tutta la popolazione. Il Piedibus consente di garantire un minimo di attività fisica a tutti, in modo gratuito, pertanto rappresenta una scelta semplice, efficace e sostenibile. Per i bambini, inoltre, andare a scuola a piedi è un’ occasione per socializzare, conoscere nuovi amici, arrivare di buon umore alle lezioni, fare educazione stradale e civica sul campo, e diventare così cittadini-“pedoncini” consapevoli.
Quali soggetti vengono coinvolti nel progetto?
Il progetto, intersettoriale, è rivolto agli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di 1° grado.
E’ necessario il coinvolgimento della Scuola (dirigenti scolastici, insegnanti e operatori ATA), dei Genitori, degli Amministratori comunali, dei Vigili Urbani, delle Associazioni, dei potenziali “guidatori”, che possono essere i nonni, i volontari delle varie Associazioni presenti sul territorio e di eventuali sponsorche possono contribuire al finanziamento per la realizzazione della segnaletica specifica del percorso Piedibus, per l’acquisto dei gilet ad alta visibilità e degli strumenti operativi (palette, fischietti, carrelli, cappellini, ecc).
Nella esperienza del Piedibus della Scuola Ciabatti-Perugia, un ruolo fondamentale è stato svolto da un gruppo di genitori e da alcune Associazioni di quartiere, che, riuniti in comitato, hanno dato un grande sviluppo al progetto, organizzando attività collaterali: pic nic in città, cinebus, feste di carnevale, di Natale, laboratori pomeridiani, ecc … In particolare, il pic nic in città è diventato una gemma del Piedibus con l’obiettivo di ripopolare parchi e strade urbane e far rivivere tutta la città. Per il coinvolgimento dei vari soggetti si utilizza una metodologia “partecipata”, cioè si costruisce “insieme”: beneficiari finali e portatori di interesse.
Quali sono gli obiettivi per i prossimi anni?
Un obiettivo ambizioso è “fare rete” con le Istituzioni e le Associazioni e le “Agenzie” presenti nel territorio che promuovono il cammino, per creare nella popolazione, una piena consapevolezza dell’importanza del camminare, per la Salute delle Persone, della Città e dell’Ambiente e per richiamare l’attenzione degli amministratori sulla necessità di pianificare la mobilità sostenibile, in particolare, la mobilità pedonale.
Al fine di favorire la socializzazione, l’integrazione e le relazioni positive tra le persone, sarebbe auspicabile avviare il Piedibus in tutte le scuole e Gruppi di Cammino nei vari quartieri della città e organizzare, periodicamente, occasioni di incontro tra bambini, ragazzi, adulti, anziani, abili e diversamente abili, italiani, e stranieri, come in un grande “laboratorio” in cui vengono “mescolati” i saperi, “trasmessi” insegnamenti, valori, sentimenti, poiché, come dice Paulo Freire: “Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo. Gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo”….
Dott.ssa Erminia Battista
347 1024074 – 075 5412444





